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Passaggio ad oriente

Imbarco

Martedì 12 luglio 2011

Autostrada adriatica per Bari: ore 16,30 arriviamo con largo anticipo. Moschea Blu Istanbul

Check–in e ci mettiamo in coda per l’imbarco. traghetto traghetto La compagnia è la Superfast. Poco dopo saliamo sul traghetto. La nave è diversa da quella che abbiamo preso l’ultima volta, ha la zona prevista per open-deck più ampia, ma l’imbarcazione è complessivamente più piccola. Saliti sopra costatiamo con rammarico che ora posizionano i camper nella zona del ponte coperto, mentre nell’ampia zona scoperta ci collocano i numerosi tir. E’ un controsenso, prima facevano il contrario, la zona coperta ha poche aperture e fa caldo, in più è collocata a ridosso delle gabbie in cui vengono rinchiusi i cani che non possono accompagnare i padroni nelle cabine, vi lasciamo immaginare i latrati di sofferenza degli animali che occorre ascoltare tutta la notte. Queste nuove navi di cui si è ultimamente dotata la compagnia Superfast appaiono, anche ad un giudizio complessivo, al di sotto dello standard a cui ci ha abituato questa compagnia, non hanno più la piscina e gli ambienti per soggiornare sono più ristretti.

Igoumenitsa

Mercoledì 13 luglio ’11

Sbarchiamo alle ore 6 al porto di Igoumenitsa, è ancora buio, facciamo colazione ed imbocchiamo subito l’autostrada per Thessalonichi. L’autostrada è tutta nostra, si sale molto ma il tratto che percorriamo è nuovo e tutto ponti e gallerie. A Ioanina usciamo dall’autostrada per fare rifornimento: questa autostrada è sprovvista di stazioni di servizio e ancora per poco di posti per il pagamento del pedaggio; infatti dei 4-5 incontrati solo uno era attivo e i camper vengono equiparati ai camioncini con il costo di 7€ ad ogni stazione di pagamento. Facciamo il pieno di diesel a 1,467€/l praticamente lo stesso prezzo italiano, sono finiti i tempi in cui il gasolio costava poco… Ci fermiamo dopo un po’ di ore a riposare in una delle rarissime piazzole di sosta incontrate: lat.40.17052 long.21.50576: qui siamo abbastanza in alto e c’è una gradevole temperatura di 27 gradi, a Roma sappiamo da un SMS che la temperatura supera i 30°. Verso le ore 14 arriviamo nella località in cui è prevista la prima tappa. kerdilia kerdilia  Arriviamo in una località che è stata finanziata dalla comunità europea realizzando un porticciolo. Entriamo varcando il cancello dell’area portuale, il paesaggio è però di completo abbandono, poche le barche solo di piccoli pescatori a destra, mentre alla nostra sinistra alcuni caravan mostrano come sapevano già che in questo tratto di costa, come in tutta la penisola calcidica, è molto praticato dai locali il campeggio libero. Arriviamo in fondo alla strada e ci fermiamo sulla prima spiaggia. Bene, qui mangiamo qualcosa sul camper e poi ci riposiamo un po’. Poi decidiamo di ripartire per un’altra tappa. Di quelle che ci eravamo appuntate sul navigatore, scopriamo che non sono facilmente accessibili con il camper, così alla fine della giornata scorgiamo un camper in una baia accessibile tramite un sottopassaggio della strada che stiamo percorrendo. Ci dirigiamo lì. Appena parcheggiato, il camperista (tedesco) ci fa un cenno di saluto con la mano, contraccambiamo subito. Il fresco della montagna ci ha abbandonato, la temperatura superiore ai 32° ci fa tenere accesi per tutta la notte i ventilatori. kerdilia kerdilia

Agìasma

Giovedì 14 luglio

Dopo un breve bagno ripartiamo, prossima tappa è una località posta tra una salina e il mare. Occorre passare la città di Kavala uscire dall’autostrada ed arrivare ad Agìasma, al semaforo girare a destra, proseguendo fino alla fine di Agìasma. Qui sopra un palo della luce… che c’è? Un grosso nido di cicogna attrae la nostra attenzione. Qui finisce la strada asfaltata ed iniziano circa 4 km di strada bianca abbastanza larga. Il paesaggio intorno a noi è ad agricoltura intensiva, ricco di fossi utilizzati per l’irrigazione. Si prosegue sempre dritti in tutti gli incroci ignorando tutte la strade che si diramano da quella principale. Alla fine si vede il mare sulla sinistra e la salina sulla destra. Per difendere la strada in alcuni punti sono stati scaricati massi e avanzi di lavorazione di marmo bianco, nell’ultimo tratto le lastre di marmo bianco creano un paesaggio surreale. Nell’ultimo slargo ci fermiamo volgendo il tendalino verso il mare. Agìasma Agìasma Esplorando la zona con il kayak in direzione della punta con un piccolo faro per la navigazione, scopro due bellissime baiette: la seconda utilizzata dai dipendenti della salina per fare il bagno. Qui troviamo un caravan con pannello fotovoltaico sul tetto e l’immancabile bandiera greca che sventola. La zona dove ci siamo fermati è frequentata solo dai locali ed è sconosciuta ai più. Verso le ore 14 arriva un pick-up: scende una coppia che si avvia sulla spiaggia, lui è con una pala sulle spalle ed un ombrellone. Toltasi la veste la donna rimane in costume e si sdraia sulla sabbia, lui invece rimane completamente vestito e incomincia a coprirla di sabbia e poi si siede lì accanto. Dopo circa un’ora la disseppellisce e vanno via senza nemmeno fare un bagno. Più tardi un altro fuoristrada arriva e dalla strada supera la duna e scende direttamente in spiaggia, ne scende una famigliola per fare il bagno. Questi sono stati gli unici ‘compagni’ di spiaggia che abbiamo avuto quel giorno.

Keramoti

Venerdi 15 luglio

Dopo una notte tranquillissima al primo mattino quando il mare è ancora immobile come un lago, inizio l’escursione in kayak. Con me porto la macchina fotografica e la ricetrasmittente, obiettivo proseguire lungo la salina oltre le due baiette. La costa qui prosegue in una lunghissima striscia di sabbia utilizzata solo dalla avifauna lagunare, un airone svolazza sopra la mia testa. Arrivato in fondo alla striscia di spiaggia, sul mare un allevamento di pesci mentre sulla spiaggia le dune. Salina di Agiasma Salina di Agiasma Qui i collegamenti radio non prendono più e decido di rientrare, il mare non è più calmissimo, mi aspetta un rientro tutto controvento. La giornata si svolge come  la precedente, con la coppia che arriva alle 14 per la sabbiatura e il fuoristrada che scavalca la duna e viene parcheggiato sulla battigia. Nel tardo pomeriggio decidiamo di spostarci a Keramoti. A  Keramoti percorriamo il lungomare fino alla fine ove c’è una pineta e una spiaggia molto frequentata, sulla sinistra si intravvede il campeggio. Decidiamo di tornare indietro per cenare in una delle taverne sul mare. Dopo cena commettiamo l’errore di parcheggiare per la notte il camper nell’ampio parcheggio di fronte la taverna, infatti appena si fa notte una martellante musica ci “allieta per tutta la notte” dalla discoteca all’aperto posta accanto la taverna. Verso le 5 spostiamo il motorhome tornando verso l’interno; verso la fine dell’abitato troviamo una piazzola silenziosissima per riposare almeno le prime ore dell’alba. Erasmio Beach Erasmio Beach

Eràsmio beach

Sabato 16 luglio

Riprendiamo il nostro viaggio lungo costa in direzione della Turchia. Per farlo però occorre ritornare sull’autostrada per un breve tratto per uscire di nuovo verso la costa ed arrivare ad Eràsmio beach lat. 40.89548 24.86095, qui la spiaggia è molto ampia e ben attrezzata: ci sonno docce, WC e possibilità di fare acqua sia in spiaggia che presso il rubinetto posto dietro la graziosa chiesetta ortodossa. Ci sono anche due pinetine, peccato che entrambe siano deturpate da rifiuti sparsi che danno al posto un senso di abbandono. Dopo i consueti bagni alla sera costatiamo che il posto è infestato da zanzare, nulla riesce a dissuaderle nè il fornelletto antizanzare nè altri rimedi più ecologici, a centinaia si accalcano sulla zanzariera della porta tanto che per chiuderla dobbiamo studiare un vero piano d’azione per evitare di venire invasi da centinaia di zanzare: 1) accendiamo la luce esterna e chiudiamo tutte le luci interne, 2) accendiamo al massimo entrambi i ventilatori posti  nella dinette e li dirigiamo verso la porta, 3) spruzziamo la zanzariera un sapone liquido diluito in acqua, 4) apriamo la zanzariera e chiudiamo la porta. Poi inizia, nel camper, una caccia alla zanzara con una specie di racchetta da tennis a batteria che le fulmina al contatto.

Porto Lagos

Domenica 17 luglio
Porto Lagos Porto Lagos

Al mattino un bagno veloce, doccia, scarichiamo la cassetta nei WC posti alla pineta e poi facciamo acqua dalla fontana posta vicino alla chiesetta, poi partiamo. Arriviamo a porto Lagos qui mangiamo alla taverna posta all’incrocio che segna l’inizio dell’abitato. Dopo pranzo torniamo indietro alla pineta posta poco prima tra la strada e il mare, qui passiamo le ore più calde della giornata al fresco dell’ombra. La pineta offre anche un rubinetto a cui è possibile attaccare un tubo per fare acqua. Più tardi ci spostiamo verso l’ampia spiaggia, qui le auto camminando sulla sabbia indurita dal sale riescono ad arrivare fino alla battigia, noi per prudenza ci fermiamo molto prima. Il posto ha qualcosa d’insolito, ci si potrebbe girare la scena di Gesù che cammina sull’acqua: se si prova ad entrare in acqua si può camminare per centinaia di metri senza che l'acqua riesca ad arrivare nemmeno al ginocchio, l’acqua è un po’ paludosa e bollente per la scarsa profondità. E’ surreale vedere i bagnanti lontanissimi dalla riva che camminano tranquillamente sull’acqua. Ogni tanto grossi granchi scappano al nostro avanzare e la superficie del fondo è costellato di buchi. Vicino a noi un airone pascola tranquillamente nei bassi fondali. La notte passa tranquilla noi da soli e un centinaio di metri prima di noi un piccolo camper venuto la sera. Incredibile! qui non ci sono zanzare!

Confine Turco

Lunedì 18 luglio

Oggi facciamo la tappa più lunga per avvicinarci a Istanbul . Al mattino arriviamo ad Alexandropoli, all’ingresso della città troviamo un posto per fare un ultimo bagno in Grecia, oltre alle docce qui c’è anche la sorveglianza del bagnino pur essendo la spiaggia libera. Nel pomeriggio partiamo per la Turchia. Arrivati al confine dobbiamo passare tre posti di blocco per poter entrare finalmente in Turchia. Qui le guardie di confine sono in tuta mimetica e mitragliatore a tracolla. Una grossa bandiera rossa con la mezzaluna segna inequivocabilmente che siamo in Turchia. La strada pur rimanendo abbastanza larga è molto dissestata con avvallamenti, e solchi profondi come ci fosse passato un esercito di carri armati. La nostra velocità di crociera di conseguenza non può essere più alta di 80km/h. Il Tom Tom segna 350km Camping Boris Camping Boris per Istanbul. Lo riprogrammo escludendo le autostrade e il chilometraggio scende a 320 km, così va meglio. Arrivati a Tekirdad dopo un interminabile strada dritta ma in un continuo sali e scendi siamo stufi di ballare sulle buche, mancano ancora 150 km ad Istanbul e sono ormai le 17, non possiamo farcela ad arrivare prima di sera. Cerchiamo un campeggio per passare la notte. Il Tom Tom ce ne indica uno sulla strada a 18 km. Arriviamo al camping Baris, posto su una pineta. Freniamo ed entriamo, accettiamo senza discutere la tariffa 30£t per una notte. Abbiamo il frigo che a gas non funziona bene e preferiamo quindi allacciarci alla rete elettrica. Il ragazzo del camping  ci fa mettere vicino alla pineta e alle tende, è stato solo allora che scopriamo tutto un mondo che finora avevamo visto solo nei documentari di Alberto Angela. Più che un campeggio, sembra un villaggio di tende con un intreccio di viuzze, galline, anatre che brucano, una umanità pittoresca che cucina la cena con fornelletti a legna invece che a gas, tappeti per sdraiarsi e riposare all’ingresso delle tende secondo l’usanza araba, donne mussulmane che fanno il bagno in mare tutte vestite, bambini che corrono qua e là fra le tende. Le uniche docce e bagni del campeggio sono in uno stato igienico alquanto discutibile. Alcuni orticelli posti accanto alla tenda ci fanno capire che alcuni campeggiatori sono stanziali. Nei bagni, ovviamente alla turca, manca lo sciacquone! per pulire occorre versare dell’acqua in un recipiente e versarla. Per l’acqua ognuno si è organizzato con boccioni di plastica che riempie nell’unico rubinetto in cui è possibile fare acqua in mezzo al fango. Più divertiti che altro, ci gustiamo questo documentario in diretta dal parabrezza del motorhome. Più tardi scopriamo che a guardia del campeggio ci sono due guardie in tenuta mimetica e mitragliatore a tracolla che passeggiano tra le tende. Solo in Palestina avevamo visto i soldati così pesantemente armati camminare tra i civili, che sia scoppiata la guerra?

Istanbul: Santa Sofia e Moschea Blu

Lunedì 18 luglio

Al mattino riprendiamo la marcia verso Istanbul, la strada ora è meno accidentata e l’asfalto è meno rugoso si può procedere quindi con più velocità. Inoltre è rettilinea a due corsie e due carreggiate. Ogni tanto entriamo in un abitato, all’apparenza sono tutti uguali, un’insieme di palazzoni tagliati da queste stradone a due corsie e due carreggiate. Per poterle attraversare i pedoni sono costretti a farsi alcune rampe di scale e salire su ponti pedonali che passano scavalcando la strada. Per chi è disabile o a un bambino in carrozzina deve essere molto difficile attraversare la città. Ora siamo entrati nella periferia di Istanbul: Il paesaggio non cambia, a parte alcuni grattacieli per il resto continua l’interminabile sequenza di palazzoni ai lati della strada. Ci impieghiamo circa due ore per arrivare nella parte antica della città e parcheggiare nell'otopark per auto e pullman messo a ridosso della favolosa Moschea Blu. Il traffico in questa città è molto intenso e i turchi guidano senza rispettare le precedenze, non sappiamo come avremmo fatto senza l’uso del Tom Tom a trovare questo parcheggio, questa metropoli è più estesa di Roma e Napoli messe insieme. Come è uso in Turchia, i prezzi dei parcheggi o campeggi non sono esposti all’ingresso e quindi si ha sempre l’impressione che il prezzo cambi Santa Sofia Santa Sofia a seconda del tipo di clientela che si presenta. Comunque il prezzo di questo parcheggio per i camper è di 50 £T:  molto più alto del campeggio dove abbiamo passato la notte precedente. Il parcheggiatore si approfitta della comodità dell’ubicazione. Non è detto poi che si riesca a trovare posto, visto che il parcheggio è già pieno di automobili e qualche pullman, i camper sono solo 3. Il mezzo comunque qui è al sicuro, visto che è recitato da antiche mura. Ci dirigiamo subito verso la moschea, Il cortile brulica di fedeli e turisti. Un addetto all’ingresso però ci fa capire che è l’ora della preghiera e non è consentito l’ingresso ai non credenti. Usciamo dirigendoci verso Santa Sofia (Aya Sofya) passando per Sultanhamet Park la piazza con la fontana e i getti di acqua. Arrivati di fronte all’ingresso di Santa Sofia, costatiamo con rammarico che per entrare occorre fare una fila chilometrica per prendere il biglietto. E’ ormai ora di pranzo e fa molto caldo, preferiamo quindi fermarci in uno dei tanti ristorantini posti ai margini della piazza. Dopo pranzo la fila è più accettabile e ci mettiamo in coda. Una volta entrati ammiriamo la spedita architettura della chiesa della Divina Sapienza, terminata nel 537 d.C. dall’imperatore romano Giustiniano, restò la chiesa più grande di tutta la cristianità fino alla conquista ottomana del 1453 quando fu trasformata in moschea. Nel 1935 divenne un museo. Spiccano i mosaici della Madonna e di Cristo. E’ un capolavoro di architettura: quattro colossali pilastri sostengono la grande cupola. Insieme a noi oltre a turisti occidentali si notano anche turisti turchi con le loro donne con il velo interamente vestite di nero, una di queste ha in mano una moderna telecamera. Finita la visita che comprende anche il piano superiore, usciamo a gustarci un gelato. Torniamo verso la Moschea Blu (Sultan Ahmet Camii). L’ingresso per i non credenti è posto ad un ingresso di lato. Ovviamente occorre togliersi le scarpe e per le donne in minigonna o pantaloncini indossare una gonna lunga che si può prendere all’ingresso, anche gli uomini non devono indossare pantaloni troppo corti. La procedura per l’ingresso è comunque meno rigida di quella che ricordiamo era prevista per l’ingresso della moschea di Gerusalemme (la seconda più importante dopo la Mecca) lì era necessario anche lavarsi i piedi e per le donne munirsi di velo, in più c’era rigida divisione fra i sessi, le donne nella moschea a loro dedicata e gli uomini in un’altra, regole valide anche per i turisti. Altra differenza: qui è possibile filmare e fotografare l’interno della moschea. Soddisfatti della giornata, torniamo al camper per cenare. La sera passeggiata nella piazza Sultanhamet Park che brulica di gente come in pieno giorno.

Istanbul: Cisterna Basilica

Mercoledì 20 luglio

Al mattino poco prima delle ore 9, siamo già davanti all’ingresso della grande cisterna romana sita sotto la piazza che collega Santa Sofia con la Moschea Blu. E’ ancora chiusa, ma vogliamo evitare la fila per entrare. Il sole già picchia e alcuni greggi di turisti provenienti dalle navi crociere ormeggiate poco sotto nel porto, arrivano con le guide, sono divisi in squadre contrassegnate da un numero su un adesivo attaccato alle magliette: 22, 23… Si apre il portone ed entriamo tutti. Detta

Cisterna Basilica Cisterna Basilica

"Cisterna Basilica" è un enorme cisterna costruita tutta in mattoni e colonne di marmo che sorreggono gli archi. La prospettiva è impressionante e stupefacenti sono le carpe, pesci rossi e altra fauna ittica che si vedono scorazzare nell’acqua sottostante alle passerelle poste per i turisti. Finita la visita torniamo al camper. Una città storicamente così importante e grande meriterebbe la visita di più giorni. Un'intera giornata occorre per visitare l’opulento palazzo Topkapi, ma il caldo e la voglia di fare un po’ di mare ci mette fretta e partiamo. Uscire dalla metropoli di Istanbul non è meno laborioso che entrare, il traffico e le dimensioni della città ci fanno perdere oltre due ore. Anche in questa occasione è stato provvidenziale l’utilizzo del navigatore per uscire dal labirinto di strade, ponti e raccordi. L’intenzione è di dirigerci verso l’antica città di Troia, per farlo il navigatore ci indica di tornare indietro per la stessa strada dell’andata percorrendo così 480 Km. Noi però vogliamo percorrere la sponda asiatica del mare di Marmara, così facendo allunghiamo un po’ superando i 500 km. Passato il ponte sul Bosforo che divide il continente europeo da quello asiatico, proseguiamo fino a Izmit senza apparentemente essere usciti dalla città: palazzi a destra e a sinistra e uno stradone al centro, la zona è ad alta densità abitativa ed il verde è totalmente assente. Facciamo rifornimento ad un distributore, che per gratitudine per aver fatto il pieno ci lava il camper di sua spontanea volontà. Usciti dalla città, troviamo un po’ d’ombra sotto un ponte e ci fermiamo a mangiare. Turchia Turchia Dopo mangiato riprendiamo il viaggio, il paesaggio non cambia  gran che, un interminabile susseguirsi di zone urbanizzate, industriali o militari, sotto questo aspetto questa zona della Turchia è un po’ una delusione. Lo stradone con asfalto con breccole e non brecciolino come da noi, rende il viaggio meno confortevole e alquanto rumoroso l’interno del camper. A questo si aggiunge la lotta continua lungo la strada con i Tir che sfrecciano a velocità sostenuta con carichi mal assicurati che sporgono oltre la sagoma del mezzo e che danno l’impressione di viaggiare ben oltre il loro carico massimo. Ad ogni semaforo rosso mi chiedo: ce la faranno a frenare? E’ una domanda che faccio bene a pormi, visto che in una occasione riesco ad evitare l’impatto di un tir in coda, sterzando sulla destra: Il tir che mi segue mi suona e riesce ad evitarmi per un soffio. Qui nessuno rispetta i limiti di velocità e non esistendo autovelox abbiamo visto veicoli sfrecciare anche al doppio della velocità massima consentita. Secondo la nostra guida la Turchia è tra quei paesi con il più alto tasso di incidenti stradali al mondo (e si capisce il perché). Altra cosa importante: bisogna stare attenti perché ci sono i veicoli che si immettono sulla corsia che stiamo percorrendo: qui non vale la regola che abbiamo la precedenza noi ma il veicolo che si immette nella carreggiata infischiandosene del nostro arrivo e senza segnalare con la freccia. Ormai si sta facendo sera siamo a circa metà strada da Troia, siamo a Bandirma e ci dirigiamo per Erdek Erdek passare la notte a Erdek, una località di mare. Arrivati ad Erdek, la cittadina ci appare con le sue palazzine, non ci sono spazi per fermarci, torniamo un po’ indietro. Sulla strada un piccolo campeggio che però non è adatto all’ingresso dei camper. Il lungomare è più invitante, quindi ci fermiamo lì.

Troia

Giovedì 21 luglio

Ripartiamo la mattina e verso l’ora di pranzo arriviamo a Canakkale, dove ci informiamo sui traghetti. Mangiamo del Kebap nel locale Doyum considerato il migliore della città per questo alimento. Dopo pranzo ripartiamo in direzione di Troia. Arriviamo al parcheggio dell’area archeologica e ci incamminiamo verso la ricostruzione del cavallo di legno che si può visitare anche all’interno. Poi visitiamo l’area. Troia Troia Finita la visita ripartiamo per Odunluk punto di partenza del traghetto per Bozcaada. Arrivati al centro abitato, parcheggiamo il camper poco fuori e ci fermiamo sulla spiaggia a fare un bagno. Il mare non è un gran che, ci sono alghe, incominciamo ad avere nostalgia del mare greco. Decidiamo di incominciare da domani il rientro verso la Grecia. Poco prima dell’abitato dove abbiamo parcheggiato il camper, c'è il posto adatto per fermarci la notte.

Parco Nazionale di Gallipoli

Venerdì 22 luglio

Partiamo in direzione di Canakkale, Arrivati ci mettiamo in fila per il traghetto. Saliamo sopra e partiamo. Sbarcati sull’altra sponda ci dirigiamo verso il Parco Nazionale di Gallipoli teatro nell’ultima guerra mondiale di una cruenta battaglia tra gli alleati e l’esercito turco alleato della Germania. Il parco occupa 33.000 ettari ed ospita tutti i siti delle battaglie. La zona si presenta paesaggisticamente abbastanza intatta, le montagne verdi, le spiagge e le pinete sono le migliori che abbiamo incontrato nel nostro giro in Turchia. Ci fermiamo a mangiare in uno dei tanti parcheggi presenti lungo la strada che costeggia la costa che si affaccia verso l’isola di Gokceada, ogni tanto si incontrano cimiteri di guerra. Ripartiamo questa volta in direzione della Grecia e la città di Alexandroupoli. kabatepe kabatepe Passiamo il confine e sarà per la vista della bandiera europea insieme a quella greca o per l’asfalto perfettamente liscio dell’autostrada che ci sembra di essere già tornati a casa. Arrivati in città entriamo nell'ottimo campeggio comunale, è quasi completo ma offre posti grandi e all’ombra, i bagni vengono puliti più volte al giorno. La nostra piazzola è vicino alla spiaggia, molto grande, proprio come tante altre che possono addirittura accogliere anche i motorhome americani con le stanze espandibili. In quei giorni ce ne erano due, sono praticamente dei pullman, mentre nella nostra piazzola ci starebbero due  piccoli motorhome come il nostro.

Campeggio di Alexandroupoli

Sabato 23 luglio
Camping Alexandroupoli Camping Alexandroupoli

Bagni e relax, ci godiamo le comodità di un campeggio finalmente a livello europeo.

  

Domenica 24 luglio

Dopo una mattinata di bagni al mare, mangiamo al ristorante del campeggio e alle ore 14 partiamo. In questo viaggio abbiamo visitato città interessanti, ma al contrario di viaggi precedenti non abbiamo ancora incontrato il mare stupendo con acque cristalline a cui eravamo abituati. Anche il mare di Alexandroupoli come tutto quello della costa vicina alla Turchia non ha una trasparenza eccezionale, probabilmente risente delle correnti di acqua inquinata proveniente dal mare di Marmara. Quindi decidiamo di passare gli ultimi tre giorni nella penisola di Kassandra. Ci ricordiamo in particolare di una località in cui ci eravamo fermati nel 2007 dove era molto diffuso il campeggio libero e le acque erano veramente cristalline. Si trova a queste coordinate gps: lat.39.9611110 long.23.6752780. E’ poi a circa metà strada tra Alexandroupoli e Igoumenitsa, quindi ci permette di accorciare  la strada per il ritorno. E’ domenica pomeriggio, quando siamo nella penisola di Kassandra, incontro a noi, nell’altro senso di marcia, un’interminabile fila di automobili che si appresta a tornare a casa dal week-end. Questo tratto di strada passa in un unico centro abitato che si estende per tutto il litorale con alberghi e seconde case, ormai il verde è del tutto scomparso meno che nel tratto di mare che abbiamo scelto come meta. Infatti giunti a qualche chilometro dalla meta finiscono le case ed incomincia il verde. Mi ricordo che la strada sterrata che scendeva verso il mare iniziava di fronte ad una taverna: eccola! Scendiamo nella ripida discesa sterrata che per fortuna è molto breve, e proseguiamo dritti fino al mare. Il punto in cui ci eravamo fermati nel 2007 è occupato da due camper. Poco male, deviamo sulla sinistra e ci fermiamo in un ampio spiazzo proprio accanto alla spiaggia, di qui abbiamo anche la visuale su tutto il golfo. Scendiamo a vedere subito come è il mare: è stupendo, acque cristalline e colori che vanno dal verde smeraldo al blu:  è questo il mare che ci piace.

kayak e mountain bike

Lunedì 25, martedì 26 e mercoledì 27 luglio
Paliouri Paliouri

Sin dalle prime ore del mattino il sole sorgendo dal mare entra dalla finestra della cucina che lasciamo aperta ogni notte. Quindi si provvede ad estendere il tendalino che per la bassa inclinazione del sole riesce a mala pena ad ombreggiare le finestre. Facciamo colazione in camper che a quell’ora è più fresco che all’esterno, poi giri in kayak e bagni a volontà. Rispetto a come ce lo ricordavamo il posto ha però subito dei cambiamenti, nei miei giri in kayak scopro subito che nel tratto di spiaggia alla nostra sinistra (verso nord) è sorto uno stabilimento balneare con ombrelloni di paglia, proseguendo verso nord si arriva in un punto ove hanno aperto un varco nella sabbia e hanno messo in comunicazione lo stagno che era dietro con il mare, sono poi stati costruiti dei pontili per ora di legno ove sono attraccate alcune barche, invece sul tratto di costa alla nostra destra (verso sud) dietro una recinzione in lamiera provengono rumori di una betoniera che pompa cemento in una struttura in costruzione. A parte queste due deturpazioni il resto della costa è ancora intatto, numerosi caravan si intravvedono nei migliori posti all’ombra (come era già nel 2007) sono di greci che le tengono lì tutta la stagione come se fossero in un campeggio autorizzato. E’ evidente che però ancora per poco rimarrà così e anche questo paradiso andrà perduto come il resto della costa, che sarà sostituito da alberghi e seconde case. Nell’esplorare la zona oltre che al kayak ho usato anche la mountain bike arrivando a vedere i numerosi accampamenti di campeggiatori liberi presenti nella zona. Per la prima volta abbiamo visto camper bulgari, che insieme a quelli francesi, tedeschi, olandesi e belgi sono stati i nostri 'compagni di viaggio' per tutto l’itinerario dalla Grecia alla Turchia. Grandi assenti gli italiani, che come si sa preferiscono partire tutti assieme in agosto.

Paliouri Paliouri

Il ritorno

Giovedì 28 luglio

E’ il giorno della partenza, alle 23,30 abbiamo il traghetto da Igoumenitsa. Di buon mattino ci mettiamo in marcia. Salutiamo i camperisti bulgari arrivati il giorno prima e risaliamo sulla strada asfaltata. Appena entrati in autostrada dopo Tessaloniki alla prima (e unica) area di sosta fornita di autogrill, ci fermiamo a prendere un 'cafè-frappe' approfittando di una promozione che con 2 € si poteva avere anche un dolce. Mentre in una successiva area di sosta fornita di WC vuotiamo la cassetta. Arriviamo ad Igoumenitsa verso l’ora di pranzo e ci dirigiamo subito verso la spiaggia parcheggiando il camper sotto gli eucalipti. Mangiamo alla taverna sulla spiaggia e nel pomeriggio l’ultimo bagno. Verso sera facciamo il check-in ed entriamo in porto ad aspettare la nave. Arriva verso mezzanotte e ci fanno subito salire. Questa volta ci mettono accanto ai finestroni facendoci fare una traversata molto più fresca della precedente. Essendo poi lontani dalle gabbie dei cani i loro lamenti notturni non ci hanno disturbato come all’andata, ci dispiace per chi invece ci è capitato accanto. Di notte delle forti raffiche di vento laterali ci hanno costretto a chiudere il maxi oblò e la finestra della cucina.

Nulla è cambiato in Italia

Venerdì 29 luglio.

Appena sbarcati accendiamo la radio per aggiornarci sulle notizie dall’Italia: mercati a picco, la casa di Tremonti…, governo debole…, nuove tasse…, benzina alle stelle… Ma allora da quando siamo partiti non è cambiato nulla, ci è già venuta voglia di ripartire!

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