| Arcipelago | |||
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Urvinum Metaurense è il nome romano della città. Venne poi presa nel 538
d.C. dal
bizantino Belisario, togliendola ai Goti che l'avevano invasa. Passò in
seguito nel dominio dei Longobardi e poi dei Franchi. Il re dei
Franchi Pipino la donò allo Stato della Chiesa. Nel 1200, cadde sotto il
dominio dei nobili che combattevano tra loro nel vicino Montefeltro. Questi
nobili non avevano diretta autorità sul comune, ma esercitavano pressioni
per la loro elezione a podestà. I Montefeltro riuscirono a tenere, a
parte qualche breve periodo, le redini della città fino al 1508. Durante
questo intervallo di tempo, Urbino prese l'aspetto che in parte conserva ancora oggi, con le
sue cinte murarie. Nelle battaglie tra guelfi e ghibellini, i signori di
Urbino del XIII e del XVI secolo erano capi dei ghibellini delle Marche e
della Romagna. L'esponente più famoso dei Montefeltro fu Federico, signore di Urbino dal 1444 al 1482, condottiero di successo, diplomatico abilissimo e patrono entusiasta di arti e letteratura. Alla sua corte, Piero della Francesca scrisse sulla scienza della prospettiva, Francesco di Giorgio Martini scrisse il suo Trattato di architettura (concludendo i lavori di ristrutturazione del Palazzo Ducale avviati da Luciano Laurana), e il padre di Raffaello, Giovanni Santi, scrisse il suo resoconto poetico dei principali artisti del periodo. La corte brillante di Federico, attraverso le descrizioni di Baldassarre Castiglione ne Il Cortegiano, introdusse i caratteri del cosiddetto "gentiluomo" in Europa, che rimasero fino alla I Guerra Mondiale. Nel 1626 Papa Urbano VIII incorporò l'indipendente Ducato di Urbino nei territori papali, dono dell'ultimo duca Della Rovere. Dopo l'assassinio del suo erede, quest'ultimo si ritirò proprio affinché il vescovo ne assumesse il governo. La grande biblioteca fu spostata a Roma e aggiunta alla Biblioteca Vaticana nel 1657. La storia successiva di Urbino è comune a quella dello Stato Pontificio e, dopo il plebiscito del 4 novembre 1860, della Storia d'Italia. |
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